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Arredicasa: Complementi di arredo

Per dare tocchi di classe e di design a un’abitazione, non è necessario soltanto scegliere bene gli arredi principali: è d’obbligo anche l’attenzione ai complementi d’arredo, dettagli che spesso fanno la differenza, come tutti i particolari ben curati.

In questa mansarda caratterizzata da una forte presenza di bianco e da un parquet in legno piuttosto scuro posato a correre, alcuni elementi spiccano per design e originalità. Nel soggiorno colpisce la consolle in metallo posta dietro al divano, pensata come piano d’appoggio realizzato su misura; eccezionale poi la lampada nell’angolo fra i due divani, in metallo bianco con interno arancione.

Altri due complementi d’arredo si guadagnano poi un’attenzione particolare sempre nel soggiorno: il contenitore multiuso, che ruota ed è anche lampada a led, oltre che mobile da appoggio e contenitore; accanto il pouf, completa l’angolo in bianco e nero.

Una zona relax e lettura del soggiorno è caratterizzata da una quinta dipinta in color melanzana, su cui spiccano complementi bianchi molto particolari: coppia di poltrona e pouf e la lampada ruotabile a 180°, in alluminio verniciato bianco, per linee sinuose ma essenziali.

Arredicasa con cucine in muratura


Il mercato offre cucine in muratura, cucine modulari, cucine componibili, cucine rustiche, cucine moderne , cucine classiche, cucine country , cucine a scomparsa.
Come tutte le cose, anche la cucina in muratura presenta vantaggi e svantaggio, sia dal punto di vista estetico che funzionale.
Di sicuro le cucine in muratura hanno visto il loro massimo splendore intorno agli anni ’80, quando in occasione delle ristrutturazioni si era soliti optare per la cucina in muratura. Rispetto alle cucine componibili e modulari, pur creando un ambiente caldo e personalizzato, la cucina in muratura presenta lo svantaggio di essere immodificabile e intrasportabile, rappresenta una scelta rigida e definitiva, che comporta perdita di spazio per la presenza dei tipici muretti.
La struttura per realizzare la cucina in muratura, ossia i tradizionali muretti divisori,bin genere vengono realizzati con pannelli di multistrato, derivato del legno, o con il leggero siporex, facili da lavorare.
Per una maggiore robustezza, più raramente si ricorre a muretti in laterizio, utilizzando i cosiddetti foratini o mattoni alleggeriti, mentre superiormente i muretti verranno chiusi con pannelli di legno (multistrato) di spessore adeguato o tavelloni.
Comunque realizzate, le strutture vengono rivestite con piastrelle di maiolica di piccolo formato, con colori e decorazioni che creano atmosfere tradizionali e familiari, anche se non mancano strutture di cucine in muratura solo intonacate, in particolare quelle realizzate con foratini o mattoni forati.
Per il top ed i rispettivi piani di lavoro si ricorre al marmo o al rivestimento con piastrelle, anche se non è esclusa la possibilità di ricorrere ad un top in legno massello. Fermo restando la struttura, sarà il rivestimento ed il top a determinare lo stile della cucina ( classica, moderna, antica, caountry). Le aperture frontali dei vani, tra i vari muretti, vengono munite di cornici con rispettive ante, mentre i pensili non saranno diversi da quelli delle cucine componibili o modulari.
Per il top come abbiamo già detto, si può ricorrere al marmo, al legno massello, al rivestimento in maioliche.
Con riguardo ai vani interni, essi vanno muniti di mensole dopo essere stati eventualmente piastrellati, con rivestimenti economici.
In tal modo si realizza un qualcosa facile da pulire, che non teme acqua e umidità, realtà destinate a durare nel tempo.
Lavello, piano cottura, forno, cappa, canna fumaria, frigorifero, mensoloni, punti luce, rubinetteria, credenza, tavolo e sedie, completano la cucina in muratura.
Scegliendo la via più semplice, struttura in multistrato, top in legno massello ( tutti gli elementi già a misura che necessitano solo assemblaggio), posa in opera di cornici e ante ad opera del falegname di fiducia, piastrelle limitate all’alzata posteriore del top e alla facciate anteriore delle basi, facendo in modo che lateralmente la struttura poggia sulle due pareti opposte, la cucina in muratura si potrebbe realizzare anche con la tecnica del Fai da te.
Tenuto conto delle cornici e delle ante in legno l’area da piastrellare è veramente limitata.
Per il resto, la posa in opera dei pensili, cappa, lavello, elettrodomestici e punti luce, per chi è appassionato del Fai da te non dovrebbe offrire alcuna difficoltà. Ricordiamo che il mercato offre cucine in muratura prefabbricate, praticamente componibili, che si prestano a ricevere successive modifiche e/o integrazioni, nonché ad essere facilmente smontate per essere trasportate e rimontate in un altro ambiente.
Queste cucine in muratura prefabbricate rappresentano il giusto equilibrio tra il calore e la tradizione di un’antica cucina in muratura ed i vantaggi pratici di una moderna cucina componibile. Le cucine in murature presentano il vantaggio di adattarsi a qualsiasi ambiente, anche imperfetto ed irregolare, in modo particolare all’ ambiente che vuole definirsi classico. Le attuali cucine in muratura sono espressione di un forte compromesso.
Nel mentre rappresentano un richiamo ed una continuazione delle antiche tradizioni, le cucine in muratura ospitano elettrodomestici di ultima generazione, espressione di tecnologie innovative, esaltando i particolare e la cura dei dettagli, che aiutano a scoprire i sapori del tempo.

Arredicasa con pavimento in resina, pregi e difetti


Di seguito cerchiamo di elencare quelli che sono i pregi ed i difetti dei pavimenti in resina; notiamo per per alcune caratteristiche ed aspetti pratici ci possono essere osservazioni soggettive e che quindi possono variare in modo dipendente dai punti di vista anche se in realtà le maggiori perplessità da parte di coloro che sono indecisi se montare un pavimento in resina derivano da timori di carattere pratico.

  1. La resina è resistente all’usura ed agli urti in modo analogo al legno ed alla pietra.
  2. La resina gode di impermeabilità assoluta.
  3. La superficie particolarmente liscia, senza fughe e uniforme potrebbe mettere in evidenza piccoli segni dovuti alla caduta di oggetti e ‘micrograffi’ dovuti al naturale calpestio quando rimangono sotto le suole delle scarpe piccoli sassolini. Questo dipende molto dal tipo di finitura ed è tanto più evidente quanto più è uniforme il trattamento cromatico. Infatti per esempio un pavimento scuro sfumato resiste di più rispetto ad una superfice uniforme magari di colore chiaro. E’ comunque limitare questo ponendo degli zerbini all’ingresso degli ambienti dove è presente il pavimento in resina.
  4. I pavimenti in resina hanno delle irregolarità nella finitura (dipende dalla manualità della posa) e questo è da considerarsi un pregio per l’effetto visivo molto apprezzabile, ma per alcuni può essere anche un suo difetto.
  5. La visibilità dei piccoli graffi ed ammaccature può essere evidenziata dallo sporco che eventualmente si accumula. Pertanto con una regolare pulizia del pavimento in resina (resa semplificata vista la completa assenza di fughe) restituisce alla superfice lucentezza e brillantezza.
  6. Facilità di pulizia vista la completa assenza di fughe.
  7. Con una buona manutenzione, una pulizia regolare ma non ‘assillante’, i pavimenti in resina sono molto duraturi.
  8. Per avere il pavimento in resina protetto è una buona norma applicare uno strato finale (film protettivo) con cera metallizzante in modo da saturare i pori in superfice. Per questo tipo di protezione è però necessario utilizzare appositi prodotti per rigenerare la cera (da evitare candeggina e ammoniaca). E’ importante stare attenti ai prodotti utilizzati ed è sempre bene farsi consigliare da esperti in quanto prodotti sbagliati possono provocare danni al pavimento in resina alle volte rimediabili solo con la rimozione del primo strato attraverso macchine monospazzola apposite (in modo analogo a come si procede con il parquet). Se si hanno spazi molto grandi è consigliabile utilizzare appositi macchinari lava pavimenti ed in ogni modo consigliamo sempre di chiedere al personale specializzato.
  9. Nel caso di un danno grosso e permanente al pavimento in resina è possibile riprenderlo in modo locale oppure effettuare una carteggiatura dell’intera superfice e stendere un nuovo strato di resina e/o di film protettivo. In questo caso è possibile anche scegliere un nuovo colore nel caso in cui il vecchio ci sia venuto a noia.
  10. I pavimenti in resina sono inodori e non sono assolutamente dannosi per la salute in quanto non presentano alcuna emissione nociva.
  11. Nel caso di mano d’opera scarsa o di poca esperienza nella posa i pavimenti in resina possono creparsi in alcune zone.
  12. Prezzo non molto economico.
  13. Può essere posata direttamente su pavimenti pre-esistenti senza alcuna controindicazione e quindi si presta molto nelle ristrutturazioni.

Arredicasa con pavimento in resina


Pavimento in resina

I pavimenti in resina, garantiscono una maggiore igiene rispetto alle pavimentazioni in calcestruzzo o piastrelle, assicurando continuità, protezione da muffe e agenti batterici, resistenza all'uso e all'abrasione da parte di agenti chimici, nonché una maggiore facilità di pulizia.
Gli effetti estetici ottenibili con questo materiale, hanno permesso notevole successo anche in campo civile, soprattutto in showroom, centri commerciali, negozi eabitazioni.
Questi pavimenti, hanno uno spessore di circa 10mm, applicabili su vari supporti come, vecchie pavimentazioni, nuovi sottofondi, garantendo un'elevata resistenza meccanica.
La resina viene consigliata per ogni esigenza igienica, soprattutto nelle situazioni dove si teme una risalita di umidità.
E' caratterizzata da un'ottima resistenza chimico-meccanica, la superficie è liscia, prestandosi alla massima pulizia ed igiene degli ambienti.
I pavimenti levigati in marmo-resina sono indicati per ambienti civili, rispondendo ad ogni esigenza artistica, come esecuzione di mosaici, appicazione di inserti di marmo, legno o metallo, intagliati o sagomati.
Rispetto alle soluzioni tradizionali hanno notevoli vantaggi:
  • resistenze chimico-meccaniche;
  • impermeabilità;
  • assenza di ritiro;
  • rapidità di esecuzione;
  • spessori contenuti.


  • Arredicasa: Tipi di vetro

    Secondo l'aspetto, le proprietà e l'uso, si possono distinguere i seguenti tipi di vetro.

    Vetro allegato: ottenuto sovrapponendo uno strato di vetro comune al vetro di Jena, è resistente alle alte temperature e si usa per le caldaie.

    Vetro antico: è un tipo di vetro soffiato in cui si determinano appositamente dei difetti per dare l'impressione di materiale antico.

    Vetro antiriflesso: sottoposto a trattamento antiriflettente, è usato in ottica.

    Vetro antirumore: è composto da due cristalli di spessore diverso, uniti tra loro da un foglio di polivinilbutirrale e poi sottoposti a elevate condizioni di temperatura e di pressione in autoclave.

    Vetro armato o retinato: si ottiene per colata e laminazione continua di vetro fuso nel quale è immersa una rete di acciaio.

    Vetro artistico: é tipico dei mosaici e degli smalti adoperati per la decorazione e la protezione di prodotti ceramici. E'caratterizzato da temperatura di rammollimento inferiore rispetto al vetro, a causa dalla presenza di fluoruri e di ossido di piombo. I vetri vengono macinati e la sospensione formatasi, con l'aggiunta di additivi, viene applicata sull'oggetto tramite immersione o spruzzo e riscaldata fino a costituire uno strato uniformemente disteso.

    Vetro atermico: è prevalentemente di composizione fosfatica (70% P2O5) con l'aggiunta di ossidi di ferro che assorbono le radiazioni infrarosse. Usato in edilizia per vetrate capaci di limitare il passaggio di calore ma non quello di luce, questo tipo di vetro è capace di intercettare gran parte delle radiazioni infrarosse dello spettro solare, senza ostacolare le radiazioni visibili. La riduzione della trasparenza alle radiazioni infrarosse si ottiene con un tipo di lavorazione consistente nell'introduzione di ossidi colorati nel vetro. Questi provocano un assorbimento selettivo. Utilizzando un altro metodo, è possibile creare, sulla superficie del vetro destinata all'esterno, dei sottili rivestimenti di metalli, riflettenti il calore ma non la luce.

    Vetro all'avventurina: più duro del vetro comune, è utilizzato per la fabbricazione di oggetti ornamentali. Ha colore giallo-rosa scuro, oppure giallo-verdastro.

    Vetro bianco: incolore, è utilizzato per oggetti domestici ed ornamentali come servizi da tavola e bottiglie per farmacia.

    Vetro biologicamente attivo o biovetro: è costituito da silice (45%), ossido di calcio (24,5%), ossido di sodio (24,5%), anidride fosforica (6%). Caratterizzato da biocompatibilità con il tessuto cellulare e dalla predisposizione alla formazione di un legame biologico tra vetro e tessuto osseo, questo tipo di vetro è utilizzato per le protesi dentarie e in ortopedia come ossa artificiali.

    Vetro di Boemia: calcico-potassico e fabbricato con materie pure, è duro, poco fusibile, trasparente e rifrangente. E' utilizzato per cristallerie, tubi e oggetti da laboratorio che devono essere esposti ad alte temperature, alle quali il vetro comune non resisterebbe.

    Vetro breve o corto: è caratterizzato da ristretto intervallo di lavorabilità.

    Vetro cellulare: dotato di caratteristiche isolanti, di bassa densità, di elevata stabilità chimica e di buone prestazioni meccaniche, contiene una quantità di piccoli pori non comunicanti tra loro e, per questo, è adatto come isolante termico ed acustico. Si prepara insufflando un gas in una massa di vetro fuso in via di raffreddamento, oppure introducendo nel vetro fuso in via di solidificazione composti capaci di decomporsi, sviluppando gas. Il processo di lavorazione inizia da rottami di vetro che sono frantumati, macerati e miscelati con polvere di carbone (egente riducente) e con un solfato (egente ossidante). Questa massa è poi introdotta in stampi parzialmente riempiti e quindi chiusi per essere portati a temperatura compresa tra 600 e 800 °C. In queste condizioni, la massa rigonfia occupando tutto lo stampo, in quanto i granuli incominciano a saldarsi, inglobando le particelle di carbone.

    Vetroceramica: si ricava da vetri instabili come quelli a base di silicato di litio. In seguito alla formatura, il vetro viene riscaldato fino a ottenere una completa devetrificazione, catalizzata da agenti nucleanti (metalli) o da microliquazioni (ottenibili in vetri con biossido di titanio). Le composizioni ottenute presentano valori bassissimi di dilatazione termica (57*19alla -7°C) e ottime proprietà meccaniche (modulo di rottura 13-16*10alla-8dyn/cmquadro). Le proprietà ferroelettriche si ottengono tramite la separazione di cristalli di titanato di bario.
    Tra le applicazioni di questo tipo di vetro, si possono ricordare le ogive dei missili, le finestre e le antenne per i veicoli industriali.

    Vetri colorati: si ottengono con aggiunte di sostanze coloranti al vetro fuso. E' possibile utilizzare vari tipi di coloranti, quali:

    • Elementi come oro, argento e rame che si disperdono colloidalmente nel vetro. In questo caso, l'intensità della colorazione dipende dalla concentrazione e dalla grandezza delle particelle disperse.
    • Ossidi metallici, principalmente ferro, cobalto, cromo, vanadio e rame, che si sciolgono nel vetro, impartendo a questo il proprio colore. Quest'ultimo dipende dalla natura dell'ossido, dalla composizione del vetro e dallo stato di ossidazione del metallo dell'ossido.
    • Composti colorati o incolori, sotto forma di particelle che, disperse nella massa del vetro, gli conferiscono una particolare colorazione.

    Vetri conduttori e semiconduttori: i primi presentano conducibilità elettrica di tipo ionico, dovuta alla presenza di ioni dotati di elevata mobilità. I secondi si preparano inglobando in vetri silicatici ossidi di metalli di transazioni a più valenze, oppure zolfo, selenio, tellurio o loro miscele con elementi quali silicio, germanio, arsenico e antimonio.

    Vetro corrugato: stampato su una faccia a sporgenze e rientranze granulari, è dotato di notevole potere diffondente della luce. E' utilizzato per pannelli di porte, per sportelli di armadi e librerie.

    Vetro cristallo: è la denominazione attribuita dalla CEE ai vetri al piombo. Ogni oggetto fabbricato con questo tipo di vetro deve essere munito di etichetta indicante la categoria di appartenenza: cristallo superiore, cristallo al piombo, vetro sonoro superiore, vetro sonoro.

    Vetro duplicato o placcato: presenta una colorazione ottenuta applicando uno o più strati di vetro incolore.

    Vetro elettronico: è generalmente costituito da due lastre stratificate mediante elettrolita polimerico e trattate sulle superfici interne con depositi conduttori di elettricità ed altri film sottili. Questo tipo di vetro trova applicazione negli specchietti retrovisori ed in tettucci per auto.

    Vetro di Falconnier: dotato di notevole robustezza, è adatto per aperture in opere murarie e per simili lavori di costruzione.

    Vetro in fibre: è costituito da filamenti sottili suddivisi tra fibre lunghe o continue e corte o fiocco. Le prime si ottengono con una tiratura mediante tamburo, le seconde con una filatura per forza centrifuga. In quest'ultimo metodo, il vetro fuso cola al centro di un disco circolare che ruota alla velocità di 400 giri al minuto, e che è dotato di un bordo radialmente scanalato. In seguito il vetro è proiettato all'esterno in forma di fibre.
    Nella tiratura mediante tamburo, il forno ed il dispositivo di filatura consistono in una filiera di platino-radio riscaldata elettricamente e provvista di ugelli di diametro ristretto. I filamenti, che da qui fuoriescono, sono tirati da un tamburo di avvolgimento.
    Le fibre di vetro sono impiegate nella preparazione di plastici rinforzati e nell'isolamento termico e acustico. Le fibre continue si usano per preparare tessuti tingibili che trovano largo impiego nella fabbricazione di tendaggi e di tessuti di arredamento.

    Vetro filato: usato per filtri in chimica, corrisponde alla denominazione data in passato a fibre di vetro ottenute da bacchette di vetro allo stato pastoso, stirate.

    Vetro filogranato: utilizzato per decorazioni di vasi e simili applicazioni, è un tipo di vetro a filamenti colorati, paralleli o incrociati. Si ottiene da mazzetti di sottili filamenti vetrosi piegati a spirale, stirati e poi ricoperti con altro vetro incolore.

    Vetri fotocromatici: possono variare il loro coefficiente di trasmissione in funzione dell'intensità della luce che li colpisce. Per azione degli alogenuri di argento in essi contenuti, questi vetri assumono colorazione grigia quando sono esposti alla luce solare: in questo modo funzionano da filtro, soprattutto per le radiazioni infrarosse. La colorazione grigia è conferita dall'argento metallico sprigionato dalle particelle di alogenuro e diminuisce con il venir meno della luce solare. I vetri fotocromatici sono utilizzati per le vetrate di edifici, per le vetrine dei negozi, per gli occhiali da sole e per le registrazioni fotografiche.

    Vetri fotosensibili: sono capaci di dare origine ad una marcata nucleazione, in conseguenza dell'esposizione a raggi ultravioletti o a raggi X. I germi di cristallizzazione possono crescere per riscaldamento, dando origine ad una fase cristallina, per accelerare la formazione della quale, occorre aggiungere al vetro ioni argento e ioni cerio.
    Dopo l'immersione in soluzioni acide, è possibile creare, in questo tipo di vetro, fori e disegni di estrema precisione, come richiesto dall'industria optoelettronica.

    Vetro di gel: si ricava dal riscaldamento di gel ottenuti per reazioni di idrolisi e policondensazione di composti metallorganici liquidi. Questo metodo di produzione, detto metodo sol-gel, consente di ottenere: vetri iperpuri, film sottili vetrosi applicabili a diversi materiali, prodotti vetroceramici e ceramici, una vasta gamma di vetri nitrurati. Questi contengono azoto e possiedono durezza, resistenza chimica ed alle rotture, refrattarietà elevata e particolari proprietà elettriche.

    Vetro ghiacciato o ghiaccioli: caratterizzato da disegni in rilievo simili a cristallizzazioni di ghiaccio, si ottiene facendo solidificare della colla distesa su vetro opaco. Questo tipo di lavorazione dà origine a piccole scaglie che creano disegni di effetto.

    Vetro ghiaccio: si ottiene per brusco raffreddamento degli oggetti in vetro soffiato e poi per ricottura. La prima fase della lavorazione serve per determinare appositamente innumerevoli incrinature nella massa di vetro.

    Vetro di Jena: comprende diverse varietà di vetro, generalmente utilizzate per apparecchi di laboratorio ed ottica.

    Vetro lamellare: caratterizzato da resistenza alla disgregazione, è un materiale in lastre costituito da strati alternati di vetro e di materia plastica trasparente, incollati insieme con acetato di cellulosa e pressati in autoclave.

    Vetri per laser o vetro laser: utilizzati nella trasmissione di dati, in chirurgia e nella lavorazione dei materiali, sono vetri che presentano un'emissione stimolata di radiazioni monocromatiche. Sono vetri sodico-calcici o borici, contenenti ossido di lantanio e torio e drogati con neodimio.

    Vetro di latte o latteo o vetro opalino: è un vetro traslucido a causa della dispersione di floruri, fosfati, ossidi e in conseguenza della formazione di bollicine gassose, di estrema piccolezza. L'opalescenza dipende dalla diversità degli indici di rifrazione fra vetro e particelle eterogenee.

    Vetro lungo: è un tipo di vetro caratterizzato da intervallo di lavorabilità piuttosto ampio.

    Vetro madreperla: è prodotto miscelando piccole scaglie di mica alla massa vetrosa.

    Vetri multiformi: impiegati per componenti elettronici e mezzi filtranti, sono articoli di dimensioni minute in vetro ottenuto per sinterizzazione entro stampi metallici.

    Vetro neutro: né acido, né basico, è un vetro formato da borosilicati di alluminio, bario, sodio e zinco. E' utilizzato per scopi chimici.

    Vetro olofano: è usato per diffusori di luce.

    Vetro opaco: si ottiene manipolando accuratamente il vetro in fase di lavorazione e aggiungendo alla pasta vetrosa sostanze specifiche.

    Vetro organico o sintetico: con questo termine sono indicati dei prodotti a base di resine sintetiche metacriliche che, in alcuni usi, sostituiscono il vetro comune.

    Vetro d'ottica o vetri ottici: molto utilizzato in ottica, questo vetro deve presentare alti valori di isotropia (medesimo indice di rifrazione), essere trasparente, inalterabile, omogeneo, capace di subire lavorazione a freddo fino al perfetto pulimento. Devono inoltre essere assenti difetti come bolle o strie e il vetro deve essere privo di tensioni interne. Le loro proprietà ottiche sono definite dall'indice di rifrazione e dalla variazione dello stesso in funzione della differente lunghezza d'onda dei raggi luminosi (dispersione). Tale indice è riferito alla riga D del sodio (nD), mentre la dispersione è rappresentata dal numero di Abbe che misura l'inverso del potere dispersivo.
    Nella lavorazione è fondamentale una omogenea miscelatura iniziale. La fusione avviene in forni a crogiolo in platino a 1000 °C, con ulteriori innalzamenti di temperatura secondo il tipo di vetro trattato (fino a 1800 °C). Dopo un rimescolamento in senso verticale e orizzontale, per eliminare le bolle gassose, la temperatura viene abbassata fino a ottenere un grado di viscosità sufficiente per la successiva modellazione. La massa fusa viene lasciata raffreddare per settimane e, quando necessario, anche per mesi, in modo da impedire la devertificazione. Occorre una fase di ricottura lentissima e spesso eseguita sullo stesso crogiolo di fusione per evitare la formazione di ogni tensione, anche minima. Il vetro ottenuto viene frantumato in forme irregolari che, previa selezione, vengono sagomate in sbozzi posti entro stampi, e vengono portate a rammollimento. Gli sbozzi sono in seguito lavorati e lucidati, con smeriglio finissimo e mole diamantata.
    I vetri d'ottica sono classificati in base al numero di Abbe, secondo quanto segue:

    • Crown, vetri con numero di Abbe superiore a 50. Tra questi abbiamo i crown-borosilicati, leggeri, limpidi e poco dispersivi, contenenti boro, e i crown-bario, le cui particolarità sono dovute all'aggiunta di bario alla loro composizione.
    • Flint, vetri molto dispersivi, con alto indice di rifrazione, contengono percentuali di piombo e bario.

    Al 1930 risalgono i così detti vetri nuovi, di composizione varia e complessa (SiO2 e B, P, Ba, Zn); successivamente compaiono molte varietà di vetro, fra le quali è possibile ricordare:
    • Quelli in cui la sostanza base, SiO2, è stata sostituita con terre rare.
    • Quelli composti unicamente di SiO2 e con tracce di titanio. I vetri irtran, trasparenti all'infrarosso.

    Vetro in perle: tipo di vetro composto da piccole sfere ottenute lavorando un filetto di vetro, fuso con gas caldi. Il filetto, investito da una corrente di gas, si suddivide in piccoli spezzoni che, mantenuti in ambiente turbolento ad alta temperatura, assumono forma sferoidale. Un'altra tecnica di lavorazione è quella che consiste nel far cadere il vetro fuso su di un piatto rotante ad alta velocità. Le piccole sfere di vetro, miscelate ad alcuni tipi di fluido, sono utilizzate per vernici riflettenti e catarifrangenti.

    Vetri con proprietà meccaniche migliorate: si ottengono sottoponendo il vetro a trattamenti specifici, in modo da eliminare le microfessure superficiali. Queste possono essere migliorate con trattamenti di pulitura a fuoco, oppure mediante scambio ionico in bagni di sali fusi. E' anche possibile modificare la composizione chimica della superficie del vetro, per favorire la creazione di una fase cristallina meno dilatabile di quella interna.

    Vetri refrattari: hanno temperatura di ricottura superiore a quella dei vetri comuni e non inferiore ai 700 °C. Comprendono i vetri di quarzo e quelli di silice. Presentano notevole resistenza agli sbalzi di temperatura, grazie alla presenza di ossido di Boro.

    Vetro a reticello: incolore, presenta una filigrana di vetri lattei.

    Vetro retinato o armato: si ottiene per colata e laminazione continua di vetro fuso, al cui interno viene immersa una rete di acciaio.

    Vetro di rubino: è caratterizzato da una colorazione rossa, ottenuta con oro allo stato colloidale disperso nella pasta.

    Vetro satinato o vetro seta o vetro veluria: usato per riflettori, si ricava da una smerigliatura effettuata chimicamente. La superficie del vetro viene resa traslucida per la formazione di cristalli protettori, in seguito all'immersione in un bagno di fluoruri.

    Vetro schiuma: utilizzato in edilizia per l'isolamento termico e quello acustico, ha una struttura cellulare impermeabile all'acqua. Si ottiene mescolando polvere di carbone a polvere di vetro e portando a temperatura di sinterizzazione.

    Vetro semibianco: poco colorato, è usato per oggetti domestici ed ornamentali.

    Vetro di sicurezza: ha una elevata resistenza alla rottura per urto e, quando si spezza, non dà origine a spigoli vivi. Questi tipi di vetri possono essere stratificati, oppure temperati. I primi si ottengono intercalando un foglio di butinale polivinico tra due lastre, in modo da incollarle stabilmente, a caldo e sotto pressione. Un esempio è costituito dai vetri per auto, in cui lo strato inserito tra due lastre è di tre millimetri. I secondi si ricavano da lastre riscaldate al di sotto della temperatura di rammollimento e raffreddate con getti d'aria sulle due facce.
    Sono vetri di sicurezza anche quelli infrangibili, armati, retinati, antinfortunio, antivandalismo ed antiproiettile. Quest'ultimo si ottiene combinando strati alternati di vetro e di policarbonato. Tale combinazione permette di unire alle caratteristiche positive del vetro, come l'elevata resistenza termica, quelle del policarbonato, come l'elevata tenacità. La stratificazione avviene mediante fogli di resina poliuretanica, che assorbono le differenze di dilatazione termica dei due materiali. Questo tipo di vetro presenta un'ulteriore distinzione tra vetro antiproiettile semplice e antiproiettile-antischegge.

    Vetro sinterizzato: utilizzato nell'industria elettrica ed elettronica , per la sua impermeabilità ai gas e per l'elevata lavorabilità, si ottiene dalla sinterizzazione di polvere di vetro macinata, pressata e riscaldata.

    Vetro smerigliato: è traslucido e poco trasparente, in quanto la sua superficie è stata sottoposta, durante la lavorazione, all'azione meccanica di un getto di sabbia finissimo, oppure perché esposto alla lavorazione chimica di sali corrosivi.

    Vetro solubile: è una soluzione colloidale viscosa costituita da silicato di sodio o di potassio in acqua. Trova svariate applicazioni nelle industrie e serve a preparare il silicogel, decolorante e assorbente.

    Vetro sonoro: vetro al piombo.

    Vetri per specchi: si ricavano da lastre di vetro che devono essere sottoposte ai seguenti processi.

    • Pulitura
    • Trattamento di argentatura: consiste nella formazione di un sottile strato d'argento sulla superficie di una lastra di vetro, immersa in una soluzione di nitrato d'argento, in ambiente riducente.
    • Ramatura galvanica: protezione strato d'argento e applicazione di vernici.
    • Protezione specchio: si realizza con vernice ed essiccazione della stessa tramite impiego di forni a raggi infrarossi.
    • Pulitura e lucidatura finale. La vernice protettiva, a base di una miscela di resine alchidiche-melamminiche, può essere di due tipi: termoindurente con pigmenti di piombo o senza.

    Vetri speciali: sono destinati ad usi particolari come i vetri al piombo utilizzati a protezione dei raggi X o i vetri per lampade al sodio. La presenza dell'ossido di piombo determina una diminuzione di viscosità senza modificare i valori di resistività elettrica e comporta buoni valori di densità e rifrazione.

    Arredicasa: Carta da parati e rivestimento murario




    Il rivestimento murale arricchisce la parete, intrecci di paglia e bamboo sono raffinati ed eleganti, quell'aspetto un pò "stropicciato" o perfettamente liscio e uniforme sanno dare una impronta moderna insomma il rivestimento murale non è più solo quello di una volta, oggi ci sono cose incredibili.

    Perchè scegliere il rivestimento murale o la carta da parati:
    - veste l'ambiente
    - copre le imperfezioni dei muri
    - dona effetti e calore che la pittura non può dare
    - ha una durata almeno doppia rispetto alle migliori vernici, (la media è 12 anni)
    - la posa è rapida e pulita
    - è più ecologica della maggior parte delle vernici
    - non fa respirare meno i muri rispetto a una qualsiasi vernice, e protegge meglio
    - è lavabile e i colori sono stabili
    - vi sfidiamo a confrontare i prezzi, e siamo sicuri che il risparmio c'è.

    La carta da parati offre un'ampia varietà di scelte decorative, e colori.
    E' un prodotto che arreda in modo classico o moderno, country o provenzale, etnico o austero, si adatta cioè ad ogni tipo di arredamento con il giusto calore e la perfetta simbiosi nel luogo in cui viviamo.
    Può essere estremamente evidente e di forte contrasto o in armonia ed elegante.

    Altamente decorativa la carta da parati si presenta anche come rivestimento che ha la capacità di mascherare le imperfezioni delle pareti coprendo crepe e difetti. L'ottima lavabilità, le caratteristiche anticrepe, antipolvere, antigraffio, rendono la carta da parati un prodotto molto resistente. Ottima resistenza alla luce: i colori rimangono a lungo inalterati.

    Arredicasa: Il bagno con vetromattone




    Il bagno nelle case di oggi è concepito come un vero e proprio spazio abitativo in cui trascorrere tempo e rilassarsi.

    Si cerca pertanto di concepirlo ed arredarlo con altrettanta cura rispetto al resto della casa, pensando di distribuire lo spazio nel modo migliore ed esteticamente più piacevole.

    Sempre più interessante è il concetto del bagno diviso in due parti, una con il lavabo - antibagno – e l’altra con i sanitari e la doccia o la vasca

    .Per dividere un bagno e mantenere lo spazio luminoso un’ottima soluzione la si trova nel vetrocemento, che permette di separare due ambienti consentendo alla luce di filtrare.

    Se desiderate creare una parete in vetrocemento bisogna sapere che le pareti di questo tipo hanno bisogno di una struttura rigida che le sostenga da fissare alle pareti, al soffitto e al pavimento perchè non sono autoportanti.

    Ce ne sono di svariati tipi e ci si può sbizzarrire nella scelta. Si può optare per diffusori decorativi e colorati con le relative intelaiature, oppure i mattoni standard in vetro, quadrangolari o rettangolari, da inserire in un getto di cemento armato.

    Elementi di vetrocemento possono essere utilizzati oltre che per le pareti anche per creare il box doccia, per piccoli muretti divisori o per decori all’interno del bagno.

    Arredicasa: il vetromattone



    Locali illuminati in modo insufficiente possono essere migliorati da questo punto di vista inserendo formelle di vetrocemento nelle pareti per favorire la diffusione della luce da un locale a un altro adiacente o dall’esterno all’interno. Si tratta di una soluzione efficace perché, utilizzando elementi di tipo adatto che non permettono di vedere attraverso il vetro, si aumenta la luminosità senza precludere la separazione degli ambienti.

    E così l’antibagno può prendere luce dal bagno con finestra, il ripostiglio dalla camera da letto, la lavanderia dalla cucina. Inserti di vetrocemento possono essere realizzati anche nei muri perimetrali, per illuminare meglio ingressi, soggiorni e tutte le altre stanza. Per realizzare tale intervento su una facciata esistente, occorre l’autorizzazione del comune, da richiedere con una pratica edilizia illustrante la variazione estetica che si intende apportare.

    Criteri per colori negli arredicasa


    Prima di scegliere il colore delle pareti, è necessario valutare accuratamente alcuni parametri.

    - Illuminazione naturale della stanza: considerarne qualità, quantità ed orientamento delle aperture, estensione e disposizione. Le stanze più buie richiederanno colori pastello molto chiari, con una fonte di luce orientata a nord-est.

    - Illuminazione artificiale della stanza: considerane quantità dei punti luce e relative fonti, in ordine all’intensità ed alle modalità di diffusione. Le luci a fluorescenza necessiteranno di sfumature calde e decise, per correggere la dominante fredda. Quelle ad incandescenza, invece, permettono di usare una gamma di colori più ampia, poiché hanno una dominante giallo-arancio. Per gli ambienti ad illuminazione alogena (intensa e tendente al bianco) può essere utilizzato qualunque colore, comprese le tinte forti e scure.

    - Destinazione ed uso della stanza: valutare tempo e qualità di permanenza. Le stanze poco frequentate consentono di adottare colori anche inconsueti. Al contrario, studi, cucine e sale da pranzo richiedono una scelta oculata, tenendo conto delle relative funzioni e della qualità del tempo trascorso.

    - Arredamento: il colore delle pareti deve essere armonico ed equilibrato con le scelte cromatiche di pavimenti e mobili vari, per offrire una gradevole sensazione di accoglienza. La presenza di colori male accostati suscita fastidiose sensazioni di repulsione.

    A prescindere da tali considerazioni, è comunque possibile dare le seguenti indicazioni.

    - Vani piccoli o con scarsa illuminazione naturale: preferire colori chiari e leggeri, con tonalità pastello.
    - Vani grandi e luminosi: si possono utilizzare anche le tinte scure ed intense.
    - Vani con esposizione a nord: sono più appropriati colori luminosi e caldi, come gialli o il rosa.
    - Vani con esposizione a sud: visto che sono esposti ad una luce intensa per lunghi periodi, si possono utilizzare anche le tinte fredde. Ad ogni modo, si consiglia di preferire colori terziari poco intensi.
    - Vani con esposizione ad est: scegliere tinte pastello chiare, ma non con dominante fredda.
    - Vani con esposizione ad ovest: se l’arredamento presenta colori caldi, si possono utilizzare colori con dominanti fredde, o tinte calde spente.


    Arredi casa: Colori da scegliere per la camera da letto




    Arredi casa: La camera da letto

    Quali colori scegliere in camera da letto

    In camera da letto sono indicati colori tenui e generalmente freddi, che però donano senso di rilassamento e di calma:

    • il blu, che ricorda il mare e la calma
    • l’azzurro, che ricorda il cielo
    • il lilla e il viola, che conciliano il sonno
    • il verde, che ricorda la natura e il legame atavico con essa; è quindi rassicurante.

    Quali colori evitare in camera da letto

    Sono al contrario da evitare in camera da letto i colori caldi, che danno energia e tengono in attività, e che non favoriscono quindi il sonno e il riposo:

    • il rosso
    • l’arancio
    • il giallo
    • il marrone.

    Come colorare la camera da letto

    In camera da letto i colori possono rivestire diversi elementi:

    • le pareti; tutte, oppure una soltanto o due su quattro, alternate o contigue
    • i mobili, magari in contrasto con pareti neutre
    • le lampade d’atmosfera, con luce tenue e soffusa, posizionate in punti strategici (vicino al letto, vicino al televisore, nell’angolo più buio lontano dal letto, etc)
    • i tessuti: tende, cuscini, copriletto, tappeti sono un ottimo modo per ottenere le sensazioni di colore che abbiamo descritto sopra e per arredare in modo visivamente piacevole l’intera stanza.

    Una piccola SPA



    Una piccola SPA in circa 12mq, completa di vasca idromassaggio e Sauna. Per sfuttare al massimo lo spazio un lavabo ad angolo e mascheramento del WC e Bidet con un muretto.


    Un'idea per un bagno elegante











    La superficie del bagno è circa 9 mq, entrando troviamo sulla destra un lavabo comodo. un muretto basso frontalmente all'ingresso divide e maschera wc e bidet. Sul fondo una doccia rettangolare multifunzione e un armadietto.


    Arredamento Total White

















    Il bianco è il colore neutro per eccellenza.
    E’ un colore che conferisce un’alta luminosità per cui è sempre adatto a qualsiasi tipo d’ambiente.
    Molto utilizzate sono anche le variazioni del bianco, chiamate “bianchi sprorchi”, come il beige, il bianco crema, il miele, il bianco ghiaccio, ecc.
    Questo colore è consigliabile con ogni tipo di arredamento.
    Oggi di tendenza nel settore dell’arredo è il total white.

    Una soluzione che a vederla ha sicuramente il suo fascino, donando luminosità ed una incontrastata spazialità a tutta l’ambientazione.
    Il bianco è un colore che conferisce calma e purezza, nonchè classe e raffinatezza.

    Se il bianco è bello da vedere lo è meno per quanto riguarda la pulizia, tant’è vero che molte sono le persone accantonano l’idea del total white per una questione di praticità.
    E’ difficile mantenere costantemente pulito e immacolato un arredamento bianco.

    Ciò non toglie che un arredo total white è un arredamento pregiato quanto eccelso.






    Come scegliere la tinta per le proprie pareti di casa


    Esistono due strade contrapposte da percorrere per la scelta dei colori adatti agli ambienti della vostra casa.
    La prima segue un criterio soggettivo, la seconda uno oggettivo.
    La prima persegue una linea di pensiero che vede essere protagonisti i colori frutto dei vostri gusti, senza ricezione di influenze esterne, moda e tendenze;
    la seconda, invece, vede essere protagonisti colori di tendenza, nonchè di esigenze locative dello stabile, ossia nel caso in cui un determinato ambiente è collocato a nord si sceglierà un colore caldo (perchè sarà meno illuminato) mentre se collocato a sud si potranno scegliere anche tonalità fredde più scure ed insolite.
    Ovviamente prima di decidere un determinato colore è bene conoscere prima la destinazione e l’uso, in quanto non va perso di vista l’influenza dei colori sugli stati d’animo.

    Arredare con lo scaldambiente

    Termoarredo
    Termoarredo
    Scaldambiente design con tubi di acciaio di precisione a sezione circolare (Ø 25 x 1,25 mm) a forma di S, adiacenti e chiusi singolarmente.
    I collettori posteriori (Ø 26 x 1,55 mm) sono collegati da saldature non in vista, hanno bordi arrotondati su tutti i lati con Rmin = 2 mm e sono pronti per il montaggio con 2 – 4 filettature di raccordo per mandata e ritorno, sfiato e scarico.
    Il modello semplice è a forma di S o di Z e il modello doppio a forma di X.
    Semplice elegante particolare e di vero impatto. La sua principale attività e scaldare, ma arreda anche in modo molto efficace. Scaldambiente "ENTRÉETHERM"

    Casa medievale moderna - Medieval Modern House




































    E’ una tendenza che si sta diffondendo sempre di più: quella di arredare spazi ospitati in edifici d’epoca, con pezzi di design moderno e addirittura futuristico.
    La scelta è precisa: generare un antagonismo netto tra scenografia e oggetti, mettendo in opposizione visiva elementi strutturali come la pietra a vista dei muri o i soffitti a cassettoni, con arredi, complementi e rivestimenti decisamente contemporanei, fatti di vetro, di acciaio, di materiali acrilici, e caratterizzati da forme squadrate, lineari, pulite, che non combaciano affatto con l’idea rustica legata invece al contesto.
    Il risultato visivo è sorprendente ed evidenzia il contrasto voluto.
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    It 'a trend that is spreading more and more: to furnish spaces housed in old buildings,with pieces of modern and even futuristic.
    The choice is clear: to generate a net antagonism between scenery and objects, puttingin opposition visual structural elements such as stone walls or coffered ceilings,furnishings, accessories and finishes with distinctly contemporary, made ​​of glass, steel,materials acrylics, and characterized by square shapes, linear, clean, that does not fit at all with the idea rather rustic linked to the context.
    The visual result is surprising and highlights the contrast desired.



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